A pochissimi giorni di distanza dalle importanti vittorie già incassate lo scorso 28 ottobre davanti ai Tribunali di Firenze e di Treviso, l’Avv. Domenico Naso, Responsabile Nazionale della UIL Scuola, ottiene 3 nuove sentenze che hanno inflitto al Ministero sanzioni esemplari oltre 31 mila euro ad Asti, 50 mila euro a Varese, più di 10 mila euro a Cuneo.
![]()
Le nuove pronunce riguardano sia i docenti di religione sia il personale ATA, confermando una linea giurisprudenziale ormai netta.
I giudici hanno chiarito che l’inadempimento dell’Amministrazione non può ricadere sui lavoratori e che nemmeno l’eventuale successiva immissione in ruolo cancella il diritto al risarcimento del danno per i lunghi anni di precarizzazione subita, liquidando importanti indennità risarcitorie
Sul versante del personale ATA, la sentenza del Tribunale di Cuneo fotografa con estrema lucidità la distorsione del sistema, affermando testualmente:
“Nella specie, infatti, il numero di contratti a termine succedutisi nel corso degli anni, senza soluzione di continuità è tale da evidenziare la sussistenza di un’indebita reiterazione dei contratti a termine, atteso che una tale successione di contratti, per periodi sempre uguali per lo svolgimento di mansioni identiche (personale ATA), non può rispondere a mere esigenze provvisorie del datore di lavoro, ma sembra piuttosto rispondere alle necessità di una gestione ordinaria e di un fabbisogno stabile e duraturo.”
Questo passaggio smonta alla radice la difesa del Ministero: se lo stesso lavoratore viene impiegato per anni nelle medesime mansioni su posti vacanti, non si tratta di supplenze contingenti, ma di una modalità ordinaria e illegittima di gestione dell’organico.
Non basta richiamare in astratto il tema dei concorsi o delle procedure di reclutamento per ritenere legittimo il comportamento datoriale.
La giurisprudenza più recente sta evidenziando che la mera indizione di procedure selettive non sana automaticamente anni di abuso, soprattutto quando l’accesso è reso complesso, le abilitazioni richieste risultano difficili da conseguire, i posti non vengono coperti nei tempi dovuti e il personale continua a essere mantenuto in uno stato di precarietà di fatto.
Queste decisioni confermano la qualità e l’efficacia dell’azione giudiziaria promossa dall’Ufficio Legale della UIL Scuola a favore del personale, che continua a ottenere risultati concreti in difesa dei lavoratori, facendo emergere davanti ai Tribunali la distanza tra la narrazione amministrativa e la realtà effettiva vissuta da docenti e ATA precari.