PENSIONI, LA CASSAZIONE RIAPRE LA STRADA ALLA RILIQUIDAZIONE: SÌ ALLA “NEUTRALIZZAZIONE” DEI PERIODI PENALIZZANTI
Roma, 2 dicembre 2024 – Una decisione destinata ad avere un impatto rilevante su migliaia di pensionati. La Corte Suprema di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 30803/2024, ha accolto il ricorso di un pensionato contro l’INPS, riaffermando il principio secondo cui è possibile neutralizzare i periodi contributivi meno favorevoli ai fini del ricalcolo della pensione, quando il trattamento sia liquidato interamente con il sistema retributivo.
![]()
La Suprema Corte ha cassato la decisione della Corte d’Appello di Lecce, che aveva escluso la possibilità di riliquidazione del trattamento pensionistico, e ha rinviato la causa per un nuovo esame, aprendo così alla concreta possibilità di un aumento dell’assegno pensionistico e al riconoscimento degli arretrati.
Il cuore della decisione
Il caso riguarda un lavoratore che, dopo una lunga carriera iniziata negli anni Sessanta, aveva maturato il diritto alla pensione di anzianità e successivamente a quella di vecchiaia. Negli ultimi anni di attività aveva però svolto lavori con retribuzione più bassa, anche all’estero, con un effetto penalizzante sull’importo finale della pensione.
Secondo la Cassazione, quando il pensionato aveva già maturato l’anzianità contributiva necessaria e la pensione è calcolata interamente con il metodo retributivo, è legittimo escludere dal calcolo – cioè “neutralizzare” – i contributi dell’ultimo quinquennio che risultino sfavorevoli, purché ciò consenta di ottenere un trattamento più elevato. Un principio che trova fondamento nella giurisprudenza costituzionale e nella finalità di evitare che la prosecuzione dell’attività lavorativa si traduca paradossalmente in una penalizzazione economica.
Un segnale forte per i pensionati
La Corte ha chiarito che il raggiungimento dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia comporta un vero e proprio mutamento del titolo della prestazione, rendendo possibile una riliquidazione più favorevole. Ora spetterà alla Corte d’Appello verificare se i contributi oggetto di neutralizzazione rientrino integralmente nella cosiddetta “quota A”, ma il principio di diritto è stato fissato con nettezza.
Perché la sentenza è importante
Questa pronuncia rappresenta un precedente di grande rilievo per tutti quei pensionati che:
- hanno una pensione calcolata (in tutto o in parte) con il sistema retributivo;
- hanno continuato a lavorare negli ultimi anni con retribuzioni inferiori;
- vedono oggi il proprio assegno ridotto proprio a causa di quei periodi.
La Cassazione ribadisce così che il sistema previdenziale deve tutelare il lavoratore e non penalizzarlo, riaffermando un principio di equità sostanziale che potrebbe aprire la strada a nuove richieste di riliquidazione e a un contenzioso destinato a crescere.