Contattaci

Seguici

MAGGIORAZIONE RIA – Retribuzione Individuale di Anzianità AGGIORNATO

Importante risultato per i dipendenti pubblici: riconosciuta la maggiorazione sulla Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA)

Gli Avvocati Domenico Naso e Cristina Di Vezza hanno ottenuto importanti risultati giudiziari in favore dei dipendenti pubblici ai fini del riconoscimento della corretta maggiorazione della Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA).
Le recenti pronunce favorevoli ottenute presso diversi Tribunali italiani confermano il diritto dei dipendenti del comparto Ministeri al riconoscimento della maggiorazione della RIA, alla luce dei principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 4/2024.
Tra le più recenti decisioni si segnalano la sentenza n. 4736/2026 del Tribunale del Lavoro di Roma e la sentenza n. 626/2026 del Tribunale del Lavoro di Catanzaro, entrambe favorevoli ai lavoratori assistiti dallo Studio.

maggiorazione ria

La sentenza della Corte Costituzionale

Con la sentenza n. 4/2024, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 51, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

La pronuncia della Consulta ha comportato il venir meno della disposizione che imponeva di individuare nel 31 dicembre 1990 il termine ultimo per il calcolo dell’anzianità di servizio utile ai fini della determinazione della maggiorazione della RIA.

È tornata, pertanto, applicabile la proroga della disciplina contrattuale fino al 31 dicembre 1993, con la conseguenza che anche l’anzianità maturata nel periodo 1991-1993 può assumere rilevanza ai fini del riconoscimento della maggiorazione prevista dall’art. 9 del D.P.R. n. 44/1990.

Le pronunce favorevoli ottenute

La sentenza del Tribunale del Lavoro di Catanzaro n. 626/2026, pubblicata il 10 giugno 2026, ha accolto il ricorso proposto in favore di un dipendente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riconoscendo il diritto alla maggiorazione della RIA prevista dall’art. 9 del D.P.R. n. 44/1990.

Il Tribunale ha affermato che, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 4/2024, il termine utile per la valutazione dell’anzianità deve essere individuato nel 31 dicembre 1993 e ha conseguentemente riconosciuto il diritto del lavoratore alla maggiorazione spettante in relazione ai cinque anni di anzianità maturati, con decorrenza dal 31 dicembre 1992.

Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento delle somme dovute e all’inserimento della relativa voce nella scheda economica del dipendente.

Analogo importante risultato è stato ottenuto dinanzi al Tribunale del Lavoro di Roma.

Con sentenza n. 4736/2026, pubblicata il 21 aprile 2026, il Tribunale di Roma ha riconosciuto il diritto di una dipendente del Ministero della Difesa alla maggiorazione della Retribuzione Individuale di Anzianità rapportata ai dieci anni di servizio maturati.

La decisione assume particolare rilievo poiché ha affrontato anche le questioni relative alla giurisdizione e alla prescrizione, riconoscendo la natura attuale e permanente dell’incidenza della RIA sul trattamento retributivo del dipendente.

Il Tribunale ha quindi condannato l’Amministrazione al pagamento della maggiorazione spettante, nei limiti della prescrizione, ordinando altresì l’inserimento della relativa voce nella scheda economica della lavoratrice.

Un orientamento giurisprudenziale sempre più consolidato

Le pronunce ottenute presso i Tribunali di Roma e Catanzaro si aggiungono agli ulteriori importanti risultati conseguiti dallo Studio presso i Tribunali di Bologna, Parma, Verona, Napoli e Perugia.

Il numero crescente di decisioni favorevoli ottenute presso diversi uffici giudiziari del territorio nazionale conferma il progressivo consolidamento dell’orientamento favorevole al riconoscimento della corretta maggiorazione della Retribuzione Individuale di Anzianità.

Si tratta di un risultato particolarmente significativo per tutti i dipendenti pubblici che, pur avendo maturato i requisiti di anzianità previsti dalla normativa, non abbiano ottenuto il corretto riconoscimento del trattamento economico spettante.

Chi può avere diritto alla maggiorazione?

Potrebbero avere diritto al riconoscimento della maggiorazione della RIA i dipendenti pubblici del comparto Ministeri che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 1993, un’anzianità di servizio pari a:

* **5 anni**;
* **10 anni**;
* **20 anni**.

La posizione di ciascun dipendente dovrà comunque essere attentamente verificata sulla base della concreta carriera lavorativa e dell’anzianità di servizio effettivamente maturata.

Per i dipendenti che, nel corso del tempo, abbiano prestato servizio presso Amministrazioni pubbliche diverse da quella presso la quale attualmente lavorano, ovvero presso Amministrazioni di cui non siano più dipendenti, sarà necessario effettuare una valutazione specifica della singola posizione.

Documentazione da inviare per la valutazione della posizione

Per consentire una prima verifica della sussistenza dei requisiti, è possibile inviare la seguente documentazione:

1. Contratto di lavoro a tempo indeterminato

Qualora non si sia in possesso del contratto, sarà sufficiente una dichiarazione contenente la data di assunzione presso l’Amministrazione di appartenenza e l’indicazione dell’anzianità di servizio maturata.

In caso di trasferimento presso altra Amministrazione, sarà necessario indicare la data esatta del trasferimento.

2. Ultimo cedolino paga

3. Procura alle liti

L’esame della documentazione consentirà di verificare la posizione individuale e l’eventuale sussistenza del diritto al riconoscimento della maggiorazione della Retribuzione Individuale di Anzianità, nonché delle conseguenti differenze retributive.

Commenta:

css.php