IL CONSIGLIO DI STATO RICONOSCE CON SENTENZA LA VALIDITA’ DEL PERCORSO DI STUDI SEGUITO DAI CITTADINI ITALIANI IN ROMANIA

La Sesta Sezione del Consiglio di Stato, con la recente sentenza n. 1198 pubblicata in data odierna, ha accolto un ricorso un appello proposto da un docente italiano che aveva conseguito l’abilitazione all’insegnamento in Romania.

In precedenza, il suddetto docente aveva prima impugnato il diniego della sua istanza di riconoscimento presso il TAR del Lazio e, successivamente, la sentenza negativa emessa dal predetto Giudice amministrativo.

Ebbene, nel testo della sentenza del Consiglio di Stato è stato finalmente affermato “l’argomento posto a base del contestato diniego si pone in contrasto con i principi e le norme di origine sovranazionale, i quali impongono di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti, a condizione che “la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno (cfr. ad es. Cge n. 675 del 2018)”

Inoltre, i Giudici di Palazzo Spada hanno precisato che “L’eventuale errore delle autorità rumene sul punto non può costituire ragione e vincolo per la decisione amministrativa italiana; ciò, in particolare, nel caso di specie, laddove il titolo di studio reputato insufficiente dalle Autorità di altro Stato membro è la laurea conseguita presso una università italiana”.

La recente sentenza del Consiglio di Stato si pone dunque in linea di continuità con le precedenti pronunce cautelari emesse dal predetto Collegio su iniziativa dello Studio Legale Naso & Partners (Decreto monocratico n. 5732 del 18.11.2019, Ordinanza n. 6423 del 24.12.2019).

Coloro che avessero ricevuto il rigetto della propria istanza dal Ministero dell’Istruzione o una prima pronuncia negativa del TAR del Lazio possono contattare lo Studio alla seguente mail: avv.domeniconaso@gmail.com

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