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CONCORSO INPS PER 967 CONSULENTI DI PROTEZIONE SOCIALE: IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE IL RICORSO PATROCINATO DALLO STUDIO LEGALE NASO & PARTNERS E STABILISCE L’ILLEGITTIMITA’ DELLA MANCATA ATTRIBUZIONE DEL PUNTEGGIO PER IL DIPLOMA DI SPECIALIZZAZIONE PER LE PROFESSIONI LEGALI

Con la recente sentenza pubblicata in data 16 novembre 2020 il TAR del Lazio ha finalmente accolto la tesi degli avvocati Domenico Naso e Valerio Lancia dichiarando illegittima la decurtazione di 4 punti arbitrariamente operata dall’INPS nella graduatoria definitiva del concorso per 967 consulenti di protezione sociale, nei confronti dei candidati in possesso del “Diploma di Specializzazione Biennale delle professioni legali”.

In particolare, dopo l’espletamento della prova orale del predetto concorso, alcuni candidati avevano riscontrato che i 4 punti relativi al possesso del “Diploma di Specializzazione Biennale delle professioni legali” – quale Master di II livello inerente alle materie indicate all’art. 2 del bando di concorso e già valutato positivamente dall’INPS – erano stati poi inopinatamente decurtati dall’INPS nella graduatoria definitiva del predetto concorso.

Tale decurtazione determinava un danno effettivo per i candidati: infatti l’immediato e grave arretramento nella graduatoria definitiva impediva loro sia un’immediata stipulazione del contratto a tempo indeterminato, sia anche di poter aspirare ad ottenere una sede di servizio il più possibile vicina alla propria residenza.
I predetti candidati si sono quindi rivolti allo Studio Legale Naso & Partners al fine di far valere i propri diritti.

Con la recente sentenza del 16 novembre 2020, il TAR del Lazio, accogliendo integralmente la tesi difensiva di parte ricorrente, ha stabilito che il “Diploma di Specializzazione Biennale delle professioni legali”, a prescindere dal nomen iuris ma su una valutazione di natura sostanziale, deve essere considerato del tutto equiparabile al Master di II livello richiesto dal bando di concorso.
Conseguentemente il TAR del Lazio ha disposto l’annullamento degli atti impugnati nella parte in cui era stata disposta “l’attribuzione del punteggio previsto dall’art. 9 del bando di concorso ai soli master di II livello (relativi alle materie di cui all’art. 2 del medesimo bando), con esclusione dei titoli formativi post – lauream come quello vantato dai ricorrenti (diploma di specializzazione per le professioni legali), appartenente al medesimo livello formativo” ed ha altresì ordinato all’INPS di provvedere alla rideterminazione del punteggio spettante ai ricorrenti, ai fini della corretta collocazione nella graduatoria finale.

Per gli avvocati Domenico Naso e Valerio Lancia, che hanno seguito il ricorso, tale prima sentenza favorevole del TAR del Lazio (che conferma quanto stabilito dalla precedente Ordinanza cautelare del 16.09.2019) rappresenta un importante passo avanti ai fini della piena equiparazione del “Diploma di Specializzazione Biennale delle professioni legali” al Master di II livello e consentirà ai ricorrenti di ottenere una più elevata posizione nella graduatoria finale del concorso indetto dall’INPS.

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